Spesso, come leader e decision maker, ci troviamo intrappolati nel mito del miglioramento continuo. Passiamo giornate intere a chiederci come ottimizzare i processi, come motivare i collaboratori o come scalare il fatturato. Eppure, nonostante gli sforzi e i massicci investimenti in formazione, i risultati sembrano stagnare o, peggio, le persone iniziano a mostrare i primi segni di burnout. Se ti senti in questa situazione, ho una notizia che potrebbe scuoterti: il modo più veloce per migliorare al lavoro non è cercare nuove soluzioni, ma smettere di peggiorare la situazione attuale.
In questo articolo esploreremo la tecnica del come peggiorare, uno strumento fondamentale del Problem Solving Strategico, per capire come sbloccare le performance del tuo team agendo sulla logica del paradosso.
L’illusione del miglioramento diretto: perché le soluzioni tradizionali falliscono
Il primo grande errore che commettiamo come imprenditori o manager è pensare che per risolvere un problema basti aggiungere qualcosa: un nuovo software, un incentivo economico o una sessione di team building motivazionale. In realtà, la maggior parte delle volte, queste azioni si rivelano essere “più di quello di prima”.
Quando una situazione lavorativa non soddisfa le nostre aspettative, la nostra reazione istintiva è quella di sforzarci di più nella stessa direzione che ha generato il problema. Se un dipendente non è produttivo, gli facciamo più pressione. Se un progetto è in ritardo, aumentiamo le ore di lavoro.
Questo approccio ignora un principio fondamentale della sistemica: se continui a fare quello che hai sempre fatto, otterrai i risultati che hai sempre ottenuto. Ma c’è un rischio ulteriore: la tua “soluzione” potrebbe diventare essa stessa il problema, alimentando un circolo vizioso che prosciuga energie e risorse aziendali.
Il cuore strategico: la logica del paradosso e le “tentate soluzioni”
Per uscire da questo stallo, dobbiamo affidarci al Problem Solving Strategico, e in particolare al lavoro del professor Giorgio Nardone. La tecnica del come peggiorare si basa su una domanda apparentemente folle: “se volessi deliberatamente peggiorare la mia situazione lavorativa (o quella del mio team), invece di migliorarla, che cosa dovrei fare o non fare, dire o non dire, pensare o non pensare?”.
Questa manovra non è un semplice esercizio creativo. È un potente strumento diagnostico e operativo che agisce su due livelli:
- Identificazione delle Tentate Soluzioni: ci permette di vedere chiaramente quali sono i comportamenti che mettiamo in atto sperando di migliorare, ma che in realtà mantengono in vita il problema.
- Sblocco delle Resistenze: forzare la mente a pensare al fallimento totale crea un effetto “riflettore” che rende inaccettabili i comportamenti disfunzionali che prima ci sembravano normali.
Per un CEO, porsi questa domanda significa analizzare il proprio stile di leadership. “Cosa potrei fare per demotivare completamente i miei manager entro fine mese?”: potrei micro-gestire ogni loro mossa, dare feedback solo negativi o cambiare gli obiettivi ogni tre giorni. Spesso, nel fare questa lista, ci si rende conto con orrore che alcune di queste azioni vengono già messe in pratica inconsciamente.
Perché i leader ambiziosi cadono nella trappola dell’iper-efficienza
La maggior parte dei professionisti che seguono i miei percorsi sono persone ambiziose che non si accontentano del “posto fisso” o della mediocrità. Vogliono una carriera sostenibile, che per me significa una crescita costante unita alla capacità di tornare a casa la sera con il sorriso, senza l’ansia che divora il tempo libero.
Tuttavia, l’ambizione può diventare una cecità. La spinta verso l’eccellenza ci porta a ignorare i segnali di allarme. Pensiamo che ammettere di non sapere come migliorare sia una debolezza, quindi ci buttiamo a capofitto in azioni frenetiche.
La tecnica del come peggiorare serve proprio a fermare questa frenesia. Come diceva lo stratagemma cinese: “partire dopo per arrivare prima”. Fermarsi a guardare l’abisso del fallimento possibile ci permette di ricalibrare la rotta con una precisione chirurgica che il semplice “ottimismo” non può garantire.
Applicazione pratica: come eseguire la manovra del “Come peggiorare”
Ti invito a mettere in pratica questo esercizio ora, non domani. Se sei un manager che sente che il proprio dipartimento sta perdendo colpi, segui questi passaggi rigorosi:
- Prendi un foglio di carta: la scrittura a mano attiva aree del cervello diverse rispetto alla digitazione.
- Scrivi la domanda in alto: “se io volessi, da qui a una settimana, peggiorare drasticamente la performance del mio team, cosa dovrei fare o non fare?”.
- Elenca ogni singola azione: sii specifico. Non scrivere “comunicare male”. Scrivi “non rispondere alle email per 48 ore” oppure “interrompere i collaboratori durante ogni riunione”.
- Includi i pensieri: “quali pensieri dovrei alimentare per sentirmi più frustrato e meno lucido come leader?”.
- Compila la lista mattina e sera: dedica 5 minuti ogni mattina per aggiungere elementi alla lista e 5 minuti la sera per spuntare quelli che, purtroppo, hai messo in atto durante la giornata.
L’obiettivo non è fare le cose della lista, ma creare una profonda avversione verso di esse. Una volta che hai mappato i sabotatori interni ed esterni, la tua mente inizierà naturalmente a evitarli.
Dalla teoria alla pratica: cosa aspettarsi in 14 giorni
Non chiederti se questa tecnica funziona: provala. Nella mia esperienza con centinaia di clienti e aziende, i risultati della tecnica del come peggiorare sono quasi immediati. Di solito, entro due o tre settimane, si osserva un cambiamento drastico nel clima aziendale e nella produttività individuale.
Perché accade? Perché smettere di peggiorare è molto più facile che imparare a migliorare. Una volta rimosse le zavorre delle “tentate soluzioni” fallimentari, il sistema (l’azienda o la tua carriera) tende naturalmente verso un nuovo equilibrio più efficiente e, soprattutto, più sostenibile.
Risorse collegate
Per approfondire i concetti del Problem Solving Strategico applicati al business:
- Video correlato: puoi trovare ulteriori spunti pratici sul mio canale YouTube cercando gli episodi dedicati alla gestione dello stress e della performance.
- Letture consigliate: L’arte del cambiamento di Giorgio Nardone e Paul Watzlawick per comprendere le basi della comunicazione e del cambiamento strategico.
- Metodo FYM: consulta il sito della scuola di coaching FYM per programmi di formazione executive avanzati.
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Ricorda: qualunque sia il tuo obiettivo, un passo alla volta. Ma assicurati che quel passo non sia nella direzione del peggioramento.
